Il Mito di Prometeo

Una delle mie leggende preferite.


La storia di Prometeo appartiene ai racconti della creazione degli uomini.

Egli era un Titano, cioè una delle creature
divine preesistenti agli dei dell’Olimpo; era figlio di Giapeto e della
ninfa oceanina Climene, ed era dotato di una intelligenza acuta –  del resto il suo nome deriva dal verbo promanthano
che vuol dire “imparare prima”- così acuta che la stessa Atena, la dea
della Sapienza, della Conoscenza, amava la sua compagnia. Anzi, volle
insegnargli tutti i principi delle scienze, dall’astronomia,
all’architettura alla matematica, all’arte di forgiare i metalli. E lui
ne fa dono agli uomini.

Perciò spesso è raffigurato come colui che dà
vita a una statua inerte come erano gli uomini prima che lui desse loro
gli strumenti per evolversi: quella conoscenza che li rese padroni
della natura, in grado di plasmarla e trasformarla. Che li affrancò
dalla paura degli dei. Un atto pericoloso….

Quando ruba una scintilla del fuoco dal carro
del Sole, però, Zeus monta in ira: e gliela farà pagare. Va da Efesto,
sempre lui, il figlio artigiano, che lui stesso ha sbattuto giù
dall’Olimpo in un altro momento di collera rendendolo zoppo (insomma
questo padre degli dei era parecchio incazzuso😉 e gli chiede di
incatenare  Prometeo a una roccia del Caucaso, dove
un’aquila, simbolo del potere a cui egli si è ribellato, gli mangerà
perennemente il fegato.  Ma  Prometeo è egli
stesso una creatura divina, e dunque non muore: è condannato a una
perenne agonia, a una vita che è una non vita, a una morte che è una
non morte. Il fegato ricrescerà ogni notte,e ogni giorno l’aquila lo
divorerà.

Sarà Eracle che  lo libererà uccidendo l’aquila con una delle sue frecce

 

 Ma cos’è il fuoco divino che
Prometeo dona agli uomini? Non è solo la fiamma che permette di
difendersi dalle bestie e di cuocere il cibo. E’ molto di più. E’ la
capacità progettuale, la consapevolezza dell’agire. Appunto, il
“pensare prima”.

Ma con la conoscenza l’uomo perde anche
l’ingenuità primigenia, perde la nudità. E acquista anche la capacità
di simulare, di ingannare. E dunque acquista  la perdita
dell’innocenza, cioè acquista  il senso di colpa.

Con la conoscenza acquista così anche il dubbio

Prometeo dunque segna la fine del Mithos, la parola, il racconto e l’inizio del Logos  il pensiero scientifico.

 

I Romani con Ovidio seguirono la versione del mito che faceva di Prometeo il creatore del primo uomo, plasmato  dall’argilla e dal fuoco.

Ma è con il Rinascimento che Prometeo diventa
il simbolo dell’Intelletto, del pensiero libero, della scienza e
dell’esperienza contrapposte alla rivelazione e all’autorità
costituita. Diventa il simbolo dell’uomo moderno.

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Fonte: http://www.blog.scuolaer.it

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