Demoni…..


Ci sono state figure nel
corso del tempo che non si sono perdute nell’oscurità della storia ma
che sono sopravvissute fino a noi con il loro alone di mistero.
Maghi, streghe che hanno affascinato, che hanno terrorizzato o
che semplicemente sono stati oggetto di persecuzione perchè ritenuti
magici.
Fra questi vi sono persone normalissime, accusate per
invidia o ripicca, vi sono ciarlatani, uomini o donne di fede, colti ed
ignoranti o anche veri maghi e streghe.

Il demone Asmodeo

L’esatta
etimologia di questo nome è abbastanza controversa, per alcuni, Asmodeo
discenderebbe dall’Aramaico: As’medi cioè "Distruttore" come si
evincerebbe anche dai testi di Tobia nei quali vengono ricordati i 7
angeli.
Nella letteratura zoroastriana ai 7 angeli vengono contrapposti i 7 Amesha.
Il termine "daeva" significa capo, quindi Aeshma-daeva significa demone
capo termine spesso usato nelle formule magiche anche tradotte come
principe dei demoni. Aeshma-daeva è foneticamente molto simile ad
Asmodeo.
Asmodeo è considerato, oltre che il principe della distruzione, anche
il demone della cupidigia, dell’ira e della vendetta; è raro che ad un
uomo venga imposto questo nome.
In Egitto il popolo lo venera ancora, in quanto "patrono" del gioco
d’azzardo e delle bische, gli ha perfino dedicato un tempio nel deserto
di Ryanneh.
Adamo ebbe come prima compagna: Lilith, che poi, non accettando
l’autorità maschile di Adamo, lo lasciò e fu condannata all’esilio
dall’Eden. Scacciata e vagabonda nel deserto incontrò e si unì ad
Asmodeo, anch’egli scacciato dal Signore.
Spesso infatti Asmodeo viene associato a Lucifero del quale imitò il fato scegliendo la via delle tenebre.
Per l’antico Israele gli spiriti malvagi erano emanati da Dio stesso
(cf Gdc 9,23; 1 Sam 16,14), e sono quindi "divinità" rappresentate
talvolta in sembianze di caprone.
Quanto sopra era motivato dal fatto che gli egiziani adoravano tutte le
divinità e questo ebbe notevole influsso sui Giudei che abitarono, in
schiavitù, per lungo tempo in Egitto.
Il successivo giudaismo confonderà i demoni con gli spiriti malvagi dai
quali non potevano liberarsi se non con particolari riti di esorcismo.

Di Asmodeo si ha traccia anche in un racconto di Tobia:
Asmodeo è il demone che uccise tutti e 7 i mariti di Sara, figlia di
Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media (Tobia 3,17; 6,17; 8,3),
senza che nessuno di essi avesse potuto giacere con lei.
Ciò avvenne fino a che Tobia, figlio di Tobi non ricevette la "luce" dall’angelo Raffaele.
Tobia ricevette precise indicazioni dall’angelo su come scacciare il
demone egli era sceso al fiume e venne assalito da un pesce che cercò
di mozzargli il piede, Tobia cercò di difendersi ma Raffaele lo fermò:
"Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire". Il giovane afferrò il pesce
e lo trasse a riva.
L’angelo quindi continuò le istruzioni: "Aprilo e togline il fiele, il
cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli
intestini. Il fiele, il cuore e il fegato possono essere utili
medicamenti".
Tobia fece quanto gli veniva ordinato quindi accompagnato dall’angelo
proseguì la sua strada ma chiese: "Che rimedio può esserci nel cuore,
nel fegato e nel fiele del pesce?"
La risposta fu: "Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in
presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno
spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più
traccia alcuna."
Quando a Tobia l’angelo disse che avrebbe dovuto chiedere in sposa Sara
egli, che ne conosceva la storia, disse: "ho sentito dire che essa è
già stata data in moglie a sette uomini ed essi sono morti nella stanza
nuziale la notte stessa in cui dovevano unirsi a lei. Ho sentito
inoltre dire che un demonio le uccide i mariti. Per questo ho paura: il
demonio è geloso di lei, a lei non fa del male, ma se qualcuno le si
vuole accostare, egli lo uccide. Io sono l’unico figlio di mio padre.
Ho paura di morire e di condurre così alla tomba la vita di mio padre e
di mia madre per l’angoscia della mia perdita. Non hanno un altro
figlio che li possa seppellire".
La risposta dell’angelo fu: "Hai forse dimenticato i moniti di tuo
padre, che ti ha raccomandato di prendere in moglie una donna del tuo
casato? Ascoltami, dunque, o fratello: non preoccuparti di questo
demonio e sposala. Sono certo che questa sera ti verrà data in moglie.
Quando però entri nella camera nuziale, prendi il cuore e il fegato del
pesce e mettine un poco sulla brace degli incensi.
L’odore si spanderà, il demonio lo dovrà annusare e fuggirà e non
comparirà più intorno a lei. Poi, prima di unirti con essa, alzatevi
tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perché venga su
di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: essa ti è stata
destinata fin dall’eternità. Sarai tu a salvarla. Ti seguirà e penso
che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in
pensiero".
Tobia quindi si presentò da Sara per reclamarla in moglie come era nel suo pieno diritto per la legge: il levirato.

Fonte: http://www.vampiri.net


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